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- di Flavia Scotti
Il 25 novembre scorso, è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto legislativo n. 218, contenente norme in materia di semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca.
Il 25 novembre scorso, è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto legislativo n. 218, contenente norme in materia di semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca.
Con un tempismo a dir poco sospetto, a quasi sette anni dalla scadenza dei contratti del pubblico impiego, governo Renzi e sindacati confederali ieri si sono dati appuntamento al ministero della Funzione Pubblica, tre giorni prima del referendum costituzionale, per illudere 3,3 milioni di lavoratori che la fine della sofferenza della loro busta paga è finita.
Uscito a pezzi dalla crisi del 2008, il mattone europeo tenta disperatamente di ritrovare la strada del rilancio, riuscendo in parte ma senza con ciò superare la notevole frammentazione dei mercati dei singoli stati. Ancora in questo scorcio di 2016, mentre la ripresa sembra avviata, pure se ancora nella fase precoce, rimangono incertezze di fondo che si riflettono negli andamenti divergenti dei prezzi all’interno dell’eurozona.
La legge di stabilità dello scorso anno, come molti ricorderanno, aveva “sbloccato”, per docenti e ricercatori universitari, dal 1° gennaio 2016 le procedure - congelate dal 2011 - per ottenere gli scatti stipendiali, senza però alcun riconoscimento né giuridico né economico per il pregresso.
Se davvero fossimo capaci di usare saggiamente il debito, come consiglia il Fmi nel suo ultimo Fiscal monitor, non saremmo arrivati al punto di cumularne uno globale che supera il 225% del pil mondiale, due terzi dei quali – circa 100 trilioni – sono stati originati dal settore privato. Se poi la saggezza suggerita dal Fmi dovesse valere da oggi in poi, allora dovremmo cominciare ricordando che questa montagna di obbligazioni non pesa per tutti allo stesso modo, anche se tutti saremo chiamati a pagarne le conseguenze.
E’ questione di giorni, se non di ore, per conoscere i risultati della Valutazione della qualità della ricerca (Vqr) per il quadriennio 2011-2014, effettuata dall’Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca), ente pubblico vigilato dal Miur.
Con sentenza n.324 del 2 novembre 2016, la Corte dei conti della Toscana ha condannato quattro docenti del Dipartimento di Chimica organica dell’Università di Firenze, in quanto ritenuti responsabili di un danno all’amministrazione di appartenenza, quantificato in oltre 150mila euro.
Per quanto ormai avvezzo ai continui cambi di fronte di chi prima diceva una cosa e poi arriva a sostenere il suo contrario, leggo un filo divertito il capitolo dell’ultimo Global finance stability report del Fmi, dove si discorre del potente emergere della finanza non bancaria, nei mercati internazionali, e del suo rapporto con le politiche monetarie, che in qualche modo hanno favorito e in qualche altro se ne giovano adesso. E scopro così che la finanza non bancaria, che contribuisce a quello che con dizione assai meno rassicurante si chiama shadow banking, oggi è divenuto addirittura un fattore di stabilità.
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