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Lunedì, 12 Ott 2026

di Paolo Vita

La Regione Toscana e il Cnr mettono la parola fine alla ricerca libera dell’Istituto di Fisiologia Clinica di Pisa subordinando l’attività di studio ai soli casi che interessano il Servizio Sanitario Regionale.

La decisione è messa nero su bianco nella bozza di statuto della Fondazione Gabriele Monasterio, l’ente in cui Luciano Maiani ha fatto confluire gran parte delle attività dell’Ifc e in cui la Regione guidata da Enrico Rossi ha unito l’Azienda Usl di Massa e Carrara e l’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana.

Secondo il nuovo statuto, infatti, “la Fondazione espleta le attività assistenziali e di ricerca di interesse per il servizio sanitario regionale già svolte da Ifc Cnr”, come dire la ricerca scientifica dell’ex Ifc non potrà più essere svolta liberamente ma solo se sarà utile per il servizio sanitario della Toscana.

Ma il nuovo statuto della Monasterio non è l’unica novità.

Infatti la Regione guidata da Rossi e il Cnr hanno messo a punto anche una bozza di convenzione per disciplinare i rapporti tra i due enti nella gestione della Fondazione, dando vita a un pasticcio giuridico senza precedenti visto che nel regolare le relazioni tra Cnr e Fondazione la convenzione attribuisce, appunto, il ruolo di soci fondatori alla Regione Toscana e al Cnr.

Peccato che nessuno delle parti in causa sembra essersi ricordata che alla fine del 2009, con la legge regionale Toscana numero 85, era stato conferito alla Fondazione lo status di ente di diritto pubblico del Servizio Sanitario Regionale, che come tale non può più avere soci fondatori.

Quindi se la convenzione e il relativo statuto dovessero essere sottoscritti dalle parti così come sono, ci si troverebbe davanti ad un atto che disciplina i rapporti tra il Cnr e la Fondazione Monasterio come se si trattasse di un soggetto privatistico ma che in realtà è un ente pubblico come disposto dalla legge del 2009.

Con buona pace di tutte le parti in causa, compresi i dipendenti, che alla prima bega legale dovrebbero affidarsi a un tourbillon di giudici per stabilire innanzitutto a quale magistrato spetti giudicare, se a quello amministrativo o a quello Civile, compresa la Corte Costituzionale, vista e considerata la dimensione del pasticcio a cui si sta andando rapidamente incontro.

Naturalmente, tutta l’operazione è stata condotta dalle parti in gran segreto, senza alcun coinvolgimento del personale Cnr direttamente interessato alla vicenda, anzi, pare, con un espresso divieto a diffondere ogni e qualsiasi informazione al riguardo.

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