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Mercoledì, 29 Lug 2026

In Italia ogni anno, mediamente, le famiglie buttano nella spazzatura circa 145 kg di cibo.

In occasione della Giornata mondiale contro lo speco alimentare, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, più brevemente Enea, ha presentato un decalogo che, se rispettato, dovrebbe arginare e non di poco il grave fenomeno provocato soprattutto da cattive abitudini.

Si tratta di una serie di consigli e buone pratiche, dal carrello del supermercato al frigorifero.

Innanzitutto – scrive l’Enea - Il primo passo è cercare di valutare il quantitativo di cibo che può essere realmente consumato in un pasto medio, aiutandosi con la lista della spesa e controllando la data di scadenza degli alimenti. Importante è scegliere prodotti la cui etichetta riporta informazioni su tecnologie o ingredienti che aiutano a limitare lo spreco alimentare.

Il latte, ad esempio, può essere sottoposto a processi, come la microfiltrazione, che ne mantengono inalterate le proprietà estendendone notevolmente la 'vita sullo scaffale', e alcuni prodotti come biscotti, grissini, fette biscottate vengono arricchiti con aromi di origine vegetale estratti con processi sostenibili, che prevengono l'irrancidimento in modo naturale.

Nello scegliere gli alimenti, prosegue il decalogo, è buona norma privilegiare i prodotti sulla cui confezione viene spiegato come smaltirli, in modo da ridurre la quantità di indifferenziata nell'immondizia.

Gli esperti suggeriscono, poi, di preferire il biologico, in quanto l'agricoltura bio riduce i consumi energetici di coltivazioni e industria alimentare di almeno il 25%, consente di ridurre le emissioni di CO2 e non inquina le falde acquifere perché non impiega fertilizzanti e fitosanitari di sintesi.

Una volta che i prodotti acquistati entrano in casa, è bene fare attenzione alla preparazione delle vivande con alcuni accorgimenti per migliorarne la conservazione, come, ad esempio, condire l'insalata e le altre verdure solo al momento di servirle.

In occasione delle feste, il decalogo consiglia di usare le doggy bag: si può valutare se gli avanzi possono essere consumati a breve, e invitare gli ospiti a portare con loro parte di cibo che è rimasto. Gli esperti sfidano inoltre i titolari dei fornelli a creare nuove pietanze utilizzando gli avanzi con fantasia.

Se ciò che sta nella dispensa non può essere consumato, può comunque essere donato alle onlus che raccolgono gli avanzi di cibo 'buono' e lo redistribuiscono a chi ne ha bisogno.

Infine, per il cibo che è avanzato, l'ultima destinazione deve essere la raccolta dell'umido, così almeno si trasformerà in ottimo compost.

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