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Venerdì, 30 Gen 2026

Una interessante pubblicazione di Ocse sull’ampia questione della diseguaglianza ci mette davanti l’ennesima tessera che aggiunge definizione al puzzle che stiamo cercando di comporre per provare a restituire un’immagine più chiara di questo fenomeno che merita ogni attenzione, non solo perché è una delle ossessioni del nostro dibattito pubblico, ma perché dietro la parola diseguaglianza si nascondono numerose e diverse problematiche che si tende a dare per scontate.

Quella che affrontiamo qui adesso, per esempio: esiste una qualche forma di correlazione fra una certa spesa pensionistica e la diseguaglianza?

Ocse non sembra nutrire molti dubbi in proposito. La notevole spesa sociale che il nostro paese impegna ogni anno – siamo ai primi posti sul pil come si può vedere dal grafico sotto – infatti è dovuta proprio alla spesa pensionistica.


Questa spesa pensionistica cova una forma di diseguaglianza che scaturisce dal fatto che i pensionati con maggiori assegni sono gli stessi che tendono a vivere più a lungo. Di conseguenza, sottolinea Ocse, “questa spesa più effettivamente aumentare la diseguaglianza”.

Dando per scontato che questo sia un fatto, si capisce bene che correggerlo è molto difficile. Anche ipotizzando di utilizzare la leva fiscale per equalizzare redditi e pensioni (l’Italia lo fa già parecchio), tagliare le pensioni ai più ricchi, stante l’ipotizzata correlazione fra longevità e capienza dell’assegno, appare una scelta complicata da attuare, anche al netto dei sempre ricordati diritti acquisiti.

E, d’altronde, sembra anche molto difficile aumentare la spesa pensionistica per dare più margine ai pensionati meno capienti, visto il livello già notevolissimo della nostra spesa pensionistica.

Che fare quindi? Forse dovremmo iniziare a pensare che un certo grado di diseguaglianza sia endemico in ogni società. E che si possono immaginare forme di compensazione, magari sotto forma di servizi, al fenomeno puramente monetario. In ogni caso, lamentare la diseguaglianza per principio non è detto che sia la via migliore per condurci al paradiso in terra che sognano gli economisti. Forse, a ben vedere, non conduce proprio da nessuna parte.

Maurizio Sgroi
giornalista socioeconomico
autore del libro “La storia della ricchezza”
Twitter @maitre_a_panZer
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