Giornale on-line fondato nel 2004

Sabato, 21 Mar 2026

di Adriana Spera

Quella appena trascorsa è stata un'altra brutta settimana per i lavoratori italiani.

Dopo i dati Istat sull'occupazione e quelli di Bankitalia sulle retribuzioni delle donne, il sottosegretario (dagli illustri natali) Michel Martone e il premier Mario Monti hanno catechizzato o meglio offeso, il primo, gli studenti fuori corso e, l'altro, i precari.

Affermazioni dimentiche che la carta fondamentale della nostra Repubblica, nata con il sacrificio di tante vite, ancora recita all'art.1 che "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro" e, agli artt. 4, 35, 36, 37 e 38, riconosce a tutti/e il diritto ad un lavoro tutelato, ben retribuito e con pari diritti e una previdenza e assistenza per anziani, disoccupati e disabili.

Un sistema di diritti che - senza essere stato mai pienamente attuato, neppure dallo Statuto dei lavoratori, che si limitò a tutelare pienamente solo gli occupati nelle aziende con più di 15 dipendenti - ha subito, dalla emanazione della legge Treu in poi,  una erosione continua.

Oggi, con l'ennesimo assalto all'articolo. 18, favorito da crisi e disoccupazione, si vuole cancellare l'ultimo emblema della dignità del lavoro rispetto al capitale.

Dire "I giovani si abituino all'idea di non avere più il posto fisso, che, oltre tutto, è monotono”, significa togliere a loro ogni prospettiva di un futuro dignitoso.

Dirlo, poi, con tutto ciò che si apprende ogni giorno su qualche ministro o sottosegretario, fa emergere il volto bifronte di governanti, che per se stessi e per i loro familiari, né sfigati né annoiati, hanno lavori stabili e lautamente retribuiti, mentre ai comuni mortali vorrebbero riservare  precarietà, sottoccupazione e lavoro nero.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Ricerca UniPi: salari minimi e massimi per contrastare le disuguaglianze

Regolare i salari, introducendo un limite minimo e massimo, può ridurre le disuguaglianze senza...
empty alt

“Diario di scuola”, una storia vera di solitudine, abbandono, prevaricazione

Diario di scuola. Una storia vera, di Pierpaolo Palladino - Edizioni San Paolo –...
empty alt

L’inarrestabile crescita del debito dei paesi emergenti

Saranno pure paesi emergenti, ma sulla strada del debito non hanno nulla da imparare da quelli...
empty alt

Debito comune UE in crescita, ma in maniera silenziosa

Zitto zitto e lento lento, il debito comune dell’Ue fa capolino sui mercati, grazie soprattutto...
empty alt

Pi Greco Day, spettacolare celebrazione dell’Università di Pisa

Per il Pi Day, l’Università di Pisa ha scelto un omaggio originale e spettacolare: un gigantesco...
empty alt

Contraddizioni italiane, l’occupazione cresce ma il Pil è quasi fermo

I conti economici del 2025 restituiscono un quadro in chiaroscuro dell’economia italiana. Da un...
Back To Top