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Martedì, 05 Mag 2026

La politica continua a far finta di non capire che gli italiani, chiamati ogni giorno a fare un nuovo sacrificio, non sono più disposti a tollerare i privilegi della "casta".

Il provvedimento sul taglio dei rimborsi ai partiti, approvato alla Camera dall'asse Pdl/Pd/Udc è l'ultimo esempio di arroganza tutta italiana. Anziché eliminare completamente i rimborsi per rispettare la volontà popolare, gli onorevoli deputati hanno optato per il loro dimezzamento, destinando i 160 milioni che saranno risparmiati nei prossimi due anni alle popolazioni colpite da terremoti e calamità naturali.

In cambio, però, si sono assicurati, istituendo una Commissione per la trasparenza interna alla Camera, che la Corte dei conti non abbia il potere di sindacare sui bilanci dei partiti politici. E se ad accedere al rimborso saranno solo i partiti con almeno un eletto e dotati di uno statuto democratico, le nuove norme prevedono anche il cofinanziamento di 50 centesimi per ogni euro che enti o individui donano ai partiti.

E proprio sulle erogazioni liberali sono state tradotte in legge le fantasie più perverse. Per il denaro elargito ai partiti, infatti, la detrazione fiscale passerà dal 19% al 26%, creando così una  palese disparità di trattamento rispetto ad altri possibili destinatari, in primis le organizzazioni umanitarie.

Un cittadino, che non può più detrarre nella dichiarazione dei redditi l'abbonamento al mezzo pubblico e numerose altre spese che servirebbero a contrastare la dilagante evasione fiscale, potrà però ridurre le tasse dando soldi ai partiti. Bah!

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