Giornale on-line fondato nel 2004

Martedì, 25 Ago 2026

di Rocco Tritto

Il decreto legislativo di riordino degli enti pubblici di ricerca vigilati dal Miur, entrato in vigore il 15 febbraio scorso, viene da lontano e ha avuto come primogenitore l’indimemticabile ministro Mussi, che aveva promesso di abbattere e rifondare la ricerca pubblica del Belpaese.

Sappiamo tutti come è andata a finire per la compagine governativa, al cui interno  Mussi aveva assunto il ruolo di grande riformatore.

Il progetto,  in lunga e dolorosa gestazione al momento della rapida quanto ingloriosa caduta del governo Prodi, non venne cestinato dal successore di  Mussi, ma ripreso, rivisto, corretto, approvato e presentato dalla Gelmini come esempio di innovazione e modernizzazione della ricerca italiana.

Nulla di più fallace. Chi crede di poter “promuovere, sostenere, rilanciare e razionalizzare le attività nel settore della ricerca, di garantire autonomia, trasparenza ed efficienza nella gestione” con il citato decreto, sa di non dre il vero. In realtà, il provvedimento si limita a ridurre qualche posto di consigliere di amministrazione, ma non un euro in più destina all’attività scientifica degli enti.

Nessuna garanzia sul corretto e trasparente svolgimento  dei concorsi; non una parola sulla grave piaga del precariato, che continua a dilagare. Eppure, quando vogliono, gli inquilini di Palazzo Chigi un occhio, anzi due, di riguardo verso la ricerca ce l’hanno. Soprattutto se l’ente si chiama Icranet, che sembra essere lo zio d’America della povera e bistrattata ricerca italiana.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Dieci anni dopo Amatrice. Rammendare non basta più

Nel decimo anniversario del terribile terremoto di Amatrice e Accumoli, penso con amarezza a...
empty alt

Sindrome di Kabuki, ricerca internazionale fa emergere il ruolo chiave della cromatina

Ritardo della crescita, ipotonia muscolare, anomalie cranio-facciali, deficit cognitivo e...
empty alt

"Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite", più attuale che mai

Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite, di Giulia Manzi – ADD editore,...
empty alt

Shanghai Ranking 2026, Sapienza Università di Roma prima in Italia

Per la classificaAcademic Ranking of World Universities (ARWU), stilata dall'organizzazione...
empty alt

I dazi di Trump? Altro che Liberation Day. Tutti i numeri di un flop

L’ufficio statistico Usa ha pubblicato di recente i dati sulla bilancia commerciale statunitense...
empty alt

“Borgo”, film drammatico-thriller, con una grande Hafsia Herzi

Borgo, regia di Stéphane Demoustier, con Hafsia Herzi (Mélissa Dahleb), Moussa Mansaly (Djibril),...
Back To Top