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Venerdì, 30 Gen 2026

da Disabili.com

Si celebra domani, 3 dicembre, la Giornata mondiale dei diritti delle persone con disabilità, istituita dalle nazioni unite nel 1993 a livello europeo, e a partire dal 2008 a livello internazionale.

La Giornata, che nelle intenzioni vuole essere un'occasione per rimettere al centro della discussione la disabilità nei suoi molteplici aspetti, quest’anno lancia il tema della cultura accessibile, con lo slogan Il divertimento, un diritto di tutti, così come sancito dall’articolo 30 della convenzione ONU sui diritti dei disabili.

Tanti sono quindi gli eventi, dibattiti, incontri che nella giornata del 3 dicembre, ma anche nei giorni precedenti e successivi, porteranno o riporteranno alla ribalta la disabilità . Tutto bene, dunque, o quasi.

Di fronte a questa celebrazione, noi di Disabili.com ci siamo posti una domanda: come vedono l’iniziativa  i veri protagonisti  di questa giornata? Cosa ne pensano coloro i quali la disabilità la vivono 365 giorni all’anno e di certo non solo il 3 dicembre? Raccogliendo i vostri pareri tramite la nostra pagina facebook e il nostro forum, un’idea ce la siamo fatta: ok le parole, ma vogliamo i fatti.

Se da una parte si plaude al fatto di dedicare appuntamenti, iniziative e dibattiti al mondo della disabilità utili per divulgare problematiche che difficilmente, se non vissute in prima persona, vengono seguite, dall’altra la rabbia deriva dall’amara constatazione che la considerazione del mondo disabile ha ancora bisogno di iniziative ad hoc per realizzarsi concretamente:  io sono un disabile e la trovo umiliante! Si festeggia la giornata del cittadino "normodotato"? Perché festeggiare colui che poi per tutto l'anno viene ignorato?

Forse una giornata dedicata alla disabilità rischia  di diventare una tra le tante e con l'inflazione persistente delle giornate dedicate a... di tutto... di più,  si svilisce ogni iniziativa, ma c’è anche chi ricorda che può essere una giornata in cui si aprono finestre di dialogo con chi normalmente ignora i problemi.

Quello che però risulta essere ancora più critico è il modo in cui si parla di disabilità . Ben vengano le informazioni serie, ma perché limitarle a una sola giornate? Per quel che mi riguarda - scrive un nostro utente - invece di "una giornata", bisognerebbe fare campagne di informazione a 360 gradi per tutto il tempo dell'anno.

Se l’orientamento generale è quindi che la giornata va bene, a noi interessano i fatti concreti, c’è anche chi la considera non solo una ipocrisia o una presa in giro, ma una vera e propria discriminazione, in cui la disabilità è trattata come una sorta di pupazzo imbellettato in occasione della festa, di cui poi ci si dimentica nel resto dell’anno, e su cui si concentrano le omissioni sempre più pesanti della politica e della società , per cui a tante belle parole non seguono fatti.

I pareri sono dunque contrastanti e la discussione accesa, c’è anche chi decide di fare un mea culpa, dichiarando come molte barriere mentali le abbiamo per primi noi disabili, cerchiamo di abbatterle facendoci sentire. Se fin'ora siamo stati rinchiusi in una "tana", approfittiamo almeno di una giornata l'anno per urlare i nostri diritti. Non semplici spettatori, quindi, ma veri combattenti in prima linea per raggiungere quello che spetterebbe di diritto. Già, di diritto.

PER INFO:

Appuntamenti in agenda Giornata Mondiale persone con Disabilità


Per approfondire:

Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità

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