Giornale on-line fondato nel 2004

Lunedì, 04 Mag 2026

di Alex Malaspina

L’incontro di contrattazione integrativa tra il sindacato Usi-Ricerca e l’Ingv era fissato per le ore 16:30 di mercoledì scorso, 5 marzo. In precedenza, le parti avevano concordato che avvenisse in videoconferenza con la sezione di Catania, sede di lavoro di Giuseppe Falzone (nella foto), coordinatore nazionale del medesimo sindacato, delegato alla trattativa.

Falzone, puntuale come sempre - anche per assicurare la conclusione della trattativa (se cosi si può definire, tenuto conto del lasso di tempo ad essa dedicato, appena mezz’ora) entro le 17, ora dell’incontro tra Ingv e confederali (con l’aggiunta dell’Anpri) - non si è trovato di fronte la delegazione trattante dell’ente, vale a dire il presidente e il direttore generale (ovvero due dirigenti/funzionari delegati dai medesimi), ma dall’altra parte dello schermo ha intravisto una sola sagoma: quella di Tullio Pepe che, alla richiesta dello stesso Falzone di chiarire chi dei due titolati lo avesse delegato, ha dovuto ammettere di essere sprovvisto di mandato. In pratica, una presenza “abusiva”, che anche se fosse stata legittimata, ma non lo era,  non avrebbe sanato l’inopinata anomalia, essendo mancante un altro delegato.

Al di là del tutt’altro che pregevole comportamento formale di Stefano Gresta e di Massimo Ghilardi, resta il fatto incontrovertibile che presidente e direttore generale dell’Ingv di fatto si sono sottratti all’incontro con Usi-Ricerca, senza neppure delegare sostituti, siccome previsto dalle norme regolamentari.

Quali le ragioni? Difficile dirlo, visto che Usi-Ricerca è forse l’unico sindacato che, oltre a tutelare i diritti dei lavoratori, dedica all’ente di via di Vigna Murata un’attenzione davvero particolare, cercando di informare puntualmente e documentalmente il personale, e non solo, di tutto (o quasi tutto) quello che avviene all’Ingv.  E, forse, per questo meriterebbe maggiore rispetto da parte degli organi di vertice.

Ripresosi dall’inevitabile sbigottimento, la reazione di Falzone non si è fatta attendere e ha spento sul nascere il tentativo del direttore amministrativo Pepe di mettere una pezza all’imbarazzante situazione, pezza apparsa subito peggiore del buco causato dagli assenti ingiustificati e ingiustificabili, Gresta e Ghilardi. Quest’ultimo, per la cronaca, alle ore 17:30 ha, invece, fatto gli onori di casa a tutte le altre sigle sindacali.

La vicenda, però, non è finita lì ma è stata arricchita il giorno successivo da un surreale messaggio inviato al sindacato di Falzone dalla Direzione Generale dell’Ingv che, lungi dallo scusarsi per il comportamento tenuto il giorno precedente, ha scritto testualmente:

“Gent.mi,
in riferimento a quanto accennato durante la riunione di ieri pomeriggio si chiede la vostra disponibilità venerdì 14 marzo p.v. per terminare la discussione dei punti all'ordine del giorno.
In particolare, alle ore 14,00 la delegazione INGV potrebbe incontrare USI RdB Ricerca e alle ore 15,00  le OO.SS FLC CGIL, FIR CISL, UIL RUA e ANPRI.  Cordialmente, la Segreteria della Direzione Generale Rosetta Giannetto”.

Si tratta di una farsesca presa in giro? Falzone non lo esclude.

Come si fa a chiedere la disponibilità a terminare una discussione che non è mai iniziata e certamente non per colpa dell’Usi?

Significativa, poi, la precisazione secondo la quale la delegazione dell’Ingv “potrebbe” incontrare l’Usi, nel senso che venerdì prossimo non ci sarà da meravigliarsi se da Gresta e Ghilardi il paziente Falzone dovesse ricevere un’altra “buca”.

Ma, dimenticavamo, c’è sempre Tullio Pepe. Pronto a andare in video, anche senza delega.

Un vero kamikaze!

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Igiene delle mani: un’azione che salva la vita!

Ogni anno il 5 maggio l’Organizzazione Mondiale della Sanità celebra la Giornata mondiale...
empty alt

Overshoot Day. Italia in debito ecologico, stiamo consumando il futuro dei nostri figli

Il 3 maggio 2026, tra due giorni, l’Italia entra in debito ecologico. Da questa data, secondo il...
empty alt

Data center, non solo straordinaria fame di energia ma anche finanziaria

Dei data center, che ormai spuntano come funghi da ogni dove, si conosceva la straordinaria fame...
empty alt

26 aprile 1986: il disastro nucleare di Chernobyl

Quarant’anni fa, in Ucraina, la mattina del 26 aprile 1986 segnò uno spartiacque nella storia...
empty alt

Ricerca: grazie a una molecola, l’immunoterapia potrebbe curare anche i tumori 'freddi'

L'immunoterapia rappresenta una delle rivoluzioni più importanti dell’oncologia moderna perché non...
empty alt

“Bancarotta idrica globale”, il dramma del 75% della popolazione mondiale

L'interruzione dell'erogazione idrica potabile che abbiamo avuto per quattro giorni in Valpescara...
Back To Top