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Mercoledì, 23 Set 2026

LA LA LAND IILa La Land, di Damien Chazelle, con Ryan Gosling, Emma Stone, J.K. Simmons, Finn Wittrock, Sonoya Mizuno, Rosemarie DeWitt, Josh Pence, Jason Fuchs, durata 128’, nelle sale dal 26 gennaio 2017, distribuito da 01 Distribution.

Recensione di Luca Marchetti

Proprio nel momento in cui stiamo scrivendo, La La Land è entrato nella storia degli Academy Awards. Ben quattordici nomination (tra cui le più importanti al film, regia e attori protagonisti) come Eva contro Eva di Joseph L. Mankiewicz e Titanic di James Cameron, per il film di Damien Chazelle, a conferma di un successo che, molto presumibilmente, si concluderà in una pioggia di statuette. Le attenzioni e gli entusiasmi generali intorno al musical losangelino sono stati chiari sin dalla sua prima mondiale al Festival di Venezia.

Già dalla prima, splendida sequenza iniziale, un ingorgo su una tangenziale di Los Angeles che diventa una spettacolare coreografia dal sapore ottimista, gli spettatori, infatti, sapevano di affrontare un film completamente diverso dal solito standard hollywoodiano.

Damien Chazelle, con La La Land, dunque, inserisce ancora una volta la Musica al centro del suo Cinema (come fatto con l’apprezzatissimo Whiplash) rispolverando uno dei generi/pilastri della storia cinematografica statunitense. Il musical del giovane cineasta, pur guardando apertamente ai classici di Gene Kelly e Vincent Minnelli (in un’operazione cara anche a Woody Allen) è un lavoro che ha l’intelligenza di parlare soprattutto a un determinato pubblico (i ventenni/trentenni colti), la stessa platea under-quaranta con quella passione per il vintage e il post-moderno che tanto ha condizionato la cultura social di questi anni. Esteticamente, La La Land è il meraviglioso trionfo (troppo artificioso?) del cosiddetto hipsterismo, la glorificazione delle belle confezioni che nascondono il vuoto.

Eppure, nonostante i tentativi furbi del suo bravo autore, il film di Chazelle ha la forza di raccontare nel miglior modo possibile una grande storia d’amore e di affidarla a due protagonisti perfetti e affiatati.

L’avventura del jazzista Sebastian e dell’attrice Mia, aspiranti artisti e sognatori, ha tutti gli ingredienti per essere una favola atemporale, inserita in un contesto estremamente reale, un’attualità dove la fatica di sognare (e amare) e la paura di ricercare la felicità, sono mali presenti e ingombranti. Le traiettorie dei due protagonisti, i loro desideri che li portano ad avvicinarsi, perdersi e ritrovarsi, sono elementi riconoscibili di una vita drammaticamente vera e comune, che solo le canzoni e i balli riescono a rendere più accettabili.

La verosimiglianza surreale degli amori e dei dolori di Seb e Mia è uno dei punti chiave della riuscita di La La Land, ottenuta grazie alla bravura degli attori. L’affiatamento di Ryan Gosling ed Emma Stone, al loro terzo film insieme, infatti, è talmente evidente - fatto di una complicità naturale mai ostentata (se ne trova la plastica dimostrazione nelle scene di ballo) - che si rivela la migliore intuizione di Chazelle che, giustamente, lo sfrutta fino a trasformare il suo furbo progetto in un capolavoro.

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critico cinematografico

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