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Domenica, 08 Nov 2026

Presentato in anteprima al Festival del cinema di Venezia 2023, The Killer è l’attesissimo thriller di David Fincher con protagonista indiscusso Michael Fassbender. Il film, nelle sale dal 16 ottobre e su Netflix dal 10 novembre, è l’adattamento cinematografico della serie a fumetti Il killer, scritta da Matz e illustrata da Luc Jacamon. Fassbender ricopre il ruolo di un meticoloso sicario, freddo e maniacale la cui voce fuori campo, attraverso lunghi monologhi interiori, ci guida passo passo nel suo primo colpo mancato che avrà conseguenze inaspettate.

Il killer ha mancato il bersaglio e a rimetterci sarà la sua amante, colpita nella sua lussuosa residenza nella Repubblica Dominicana. Il killer senza scrupoli deve vendicarsi e per questo motivo intraprende un viaggio alla ricerca dei suoi nemici, durante il quale non lascia scampo a nessuno.

Fassbender si rivela perfetto nel ruolo del protagonista, freddo e distaccato ci regala un’interpretazione di altissimo livello.

A tenere con il fiato sospeso sono le scene di violenza per le quali Fincher dimostra una padronanza registica che continua a sorprendere. Ma per il resto il film resta perlopiù sottotono. La suspence che chiaramente alcune scene dovevano restituire in realtà non esiste e i personaggi sono sostanzialmente piatti come nei disegni del fumetto.

È impossibile empatizzare con il protagonista e gli unici momenti in cui vale la pena seguire la sua vicenda sono le serrate successioni di sparatorie, accoltellamenti e inseguimenti che costellano il film. Il regista prova a farci entrare nella mente del serial killer permettendoci di studiarne i pensieri, la routine, la gestualità, ma si rivela impossibile cogliere l’umanità che si cela dietro quel volto glaciale.

Tutto sommato, però, il film ci regala anche attimi assolutamente godibili, su tutti la conversazione del killer con una sua collega, interpretata dalla talentuosa e affascinante Tilda Swinton.

Nonostante sia difficile immergersi completamente, è innegabile che il film sia una gioia per gli occhi grazie al preciso lavoro sulla fotografia e alla calma metodica e l’attenzione ai particolari con la quale il regista costruisce la storia.

Anna Sofia Caira
critica cinematografica

 

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