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Sabato, 09 Mag 2026

Sono in tanti a credere che non ci sia tratto dello straordinario Parco nazionale dell’Alta Murgia che Franco Labarile non conosca, come pure non vi siano uccelli, ma anche lupi, volpi, lepri et similia faunistica che egli non abbia osservato, studiato, ripreso, fotografato. Imponente, infatti, è il suo archivio, che custodisce gelosamente.

Residente a Santeramo, pensionato, 65 anni il 23 aprile prossimo - Labarile durante le sue, quasi quotidiane, lunghe, solitarie escursioni nell’habitat murgiano non si limita a guardare verso l’alto per osservare e studiare le specie di uccelli, ma volge il suo attento sguardo anche verso la variegata flora presente nel Parco, ricca di roverelle, lecci, cerri, querce spinose, querce della Palestina, farnetti, dei rari fragni e del sottobosco costituito da caprifoglio, biancospino e da numerose specie erbacee ed arbustive, tra cui la peonia, la clematide, la rosa di San Giovanni, la rosa canina, il gigaro e il ciclamino.

Ebbene, Labarile in questi anni non ha mai esitato un attimo a segnalare a chi di dovere la presenza di materiali e sostanze inquinanti abbandonate illecitamente all’interno di quello che è ritenuto un vero “scrigno di biodiversità”.

Di fronte a un attaccamento così forte, Franco, come l’innamorato al quale per due lunghi mesi viene impedito di vedere la sua donna, oggi non ha resistito ed ha infranto la “consegna”, decretata dal Presidente del Consiglio, per recarsi sulla Murgia, a qualche chilometro dalla sua abitazione, nella speranza di rincontrare, dopo quasi dieci anni, uno degli uccelli più belli dell’avifauna italiana: il Rigogolo (Oriolus oriolus), una specie migratrice che in primavera, dall’Africa centrale e meridionale, raggiuge il nostro Paese per nidificare.

Il tanto agognato incontro incredibile dictu è avvenuto nella tarda mattinata ed è stato puntualmente ripreso dal nostro, mentre, su un albero di mandorlo, una coppia di Rigogoli si esibiva “in un canto, una melodia lunga, penetrante, dolce”, come Franco l’ha definita, prima di pubblicare il video su YouTube.

Ma un’altra sorpresa, del tutto inattesa, la giornata teneva in serbo per il “grande amico” della Murgia se è vero, come è, che ad interrompere il canto dei Rigogoli e l’estasi del solingo osservatore-ascoltatore ci hanno pensato due Carabinieri della Stazione Parco di Altamura, che hanno contestato al Labarile di essersi “spostato con mezzo in assenza di comprovate esigenze lavorative, di situazioni di necessità o di motivi di salute, all’interno del Comune (art. 1, co. 1, lett. a DPCM 10/4/2020)”, con conseguente sanzione di euro 373,33 (se pagata a breve), o di 533,33 se saldata entro i termini ordinari.

Amaro il commento di Franco al nostro giornale: ”In nome del Coronavirus, se può trovare una giustificazione il divieto di assembramento, assolutamente incomprensibile, ma gravemente limitativo della libertà personale, si appalesa un decreto che finisce per punire addirittura chi, da solo, e non certamente in compagnia, coltiva la salutare passione della fotografia naturalistica”.

Non possiamo che condividere tale sentimento di profonda contrarietà.

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