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Lunedì, 29 Giu 2026

TerremotoNel mio articolo "La verità e il buongusto, per favore", apparso sul Foglietto del 24 settembre scorso, ho ripercorso la grottesca vicenda della Commissione ICHESE, che doveva stabilire la causa dei terremoti emiliani del maggio 2012.

La Commissione coadiuvata dall'INGV, dall'OGS e, soprattutto, dal coordinatore della sezione sismica della Commissione Grandi Rischi concluse i suoi lavori affermando che non si poteva escludere che i terremoti fossero stati causati da estrazioni petrolifere fatte in prossimità della zona epicentrale, in località Cavone.

Un'affermazione a dir poco assurda, che non si può assolutamente condividere.

Nell'articolo non ho però raccontato che anche un'altra possibile "causa sismogenetica alternativa", ancora più bizzarra, era stata seriamente presa in considerazione: il deposito per lo stoccaggio di gas in prossimità di Rivara.

In realtà, si trattava solo di un progetto nemmeno esecutivo: carte, discussioni, idee ...

Insisto, gente che occupa posizioni pubbliche, con stipendi che vengono corrisposti frazie alle tasse pagate dai cittadini, ha ufficialmente pensato che il progetto incompleto, anzi l'idea progettuale, di un deposito di gas potesse scatenare terremoti.

Non è molto confortante sapere che questo è il modus operandi di funzionari pubblici di varia natura e competenza. Ma tant'è!

È di estremo interesse allora l'intervento del Direttore Generale del Ministero Sviluppo Economico - Ufficio UNMIG - Franco Terlizzese, fatto il giorno 25 marzo 2015 durante una conferenza internazionale tenutasi Ravenna.

Riporto qui le sue parole senza nessun editing: “… Il paradosso italiano è che i cittadini sono sempre più allarmati nei confronti di attività che non si stanno facendo … non fatte … l’allarme emiliano in particolare è nato per una attività (ndr lo stoccaggio gas Rivara) che non si è mai fatta … utilizzare un acquifero profondo … questo nell’immaginario collettivo o più che altro la speculazione di certi soggetti che si sono creati le loro fortune l’ha portato ad essere considerata una “attività svolta”… E noi siamo corsi appresso a queste immaginazioni ... in un crescendo di sforzi e di fatiche che non stanno portando a nulla e non si vedrà mai la fine di questa costruzione …”.

Non conosco personalmente Terlizzese, ma ho motivo di stimarlo perché, di fronte al rapporto dei sei sismologi americani che assolveva il Cavone, ritenne doveroso chiederne la validazione all'INGV perché gli esperti americani erano finanziati dall'ENI e, quindi, ci trovavamo insomma nella classica situazione italiana di controllati che si controllano da soli per star sul sicuro.

Che poi l'INGV non abbia validato un bel niente limitandosi ad affermare che era corretto il metodo usato dagli esperti dell'ENI senza verificare i risultati sperimentali è un'altra storia, che abbiamo già trattato varie volte sul Foglietto.

È stato triste e deludente, per me, assistere allo spettacolo di scienziati che, invece, avrebbero dovuto comportarsi in maniera più lineare. Lo stesso Terlizzese, molto onestamente, parlò di validazione parziale!

Allora a Terlizzese, una persona evidentemente perbene, mi permetto di chiedere pubblicamente: Chi sono questi "certi soggetti"? In che modo hanno speculato? Quali "fortune" si sono creati? Come hanno agito ed eventualmente chi li ha aiutati?

Da quanto dice Terlizzese, le "immaginazioni" di questi "soggetti" hanno determinato "sforzi e fatiche" e, aggiungo io, costi notevolissimi al Ministero di cui fa parte e quindi a tutto il Paese. Sarebbe doveroso, per una questione di principio e di giustizia, che i danni prodotti al Paese venissero rimborsati fino all'ultimo centesimo. Non solo: siccome ho motivo di pensare che questi "soggetti" occupano posizioni di responsabilità, che attengono alla sicurezza di noi cittadini, sarebbe giusto rimuoverli al più presto dai loro eventuali incarichi.

E questo, anche per rispetto alle diverse centinaia di persone che, a più di tre anni dalle scosse, vivono ancora in condizioni estremamente disagiate.

Non posso conoscere tutti i dettagli di questa discutibile vicenda ma penso che, addirittura, la Magistratura andrebbe adeguatamente informata da parte di un importante Direttore Generale che per definizione opera nell'interesse del Paese.

Non dimentichiamo mai che a causa dei terremoti del 2012 ci fu un considerevole numero di vittime. E che la successiva creazione della Commissione ICHESE, con tutto quello che ne seguì, servì soprattutto a distrarre l'attenzione da responsabilità politiche e scientifiche del tutto evidenti.

Se chi ne ha la possibilità porterà chiarezza su questi fatti sconcertanti, farà un servizio importante anche allo sviluppo della ricerca geofisica italiana, che meglio potrà spendersi per risultati concreti nell’interesse del Paese.

Il Ministro della Pubblica Istruzione, il Ministro dell'Ambiente e il Ministro dello Sviluppo Economico dovrebbero approfondire questa situazione e prendere con decisione i provvedimenti opportuni.

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Geofisico

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