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Venerdì, 30 Gen 2026

Caro Foglietto, purtroppo ti devo informare di un'altra mia disavventura. Come ti avevo già raccontato, ho risposto al Bando pubblico per titoli dell'INGV per individuare tre dei cinque membri del Consiglio scientifico.

Due, infatti, vengono eletti dal personale fra i ricercatori dell'Istituto, come prevede lo Statuto che ho avuto il piacere e l'onore di varare prima di lasciare la Presidenza.

Allo scopo, ho provveduto a inviare il mio CV, così come richiesto dal predetto Bando.

Solo pochi giorni fa ho scoperto, quasi per caso, da un verbale di una riunione del CDA dell’ente, che non sono stato prescelto.

Ho cercato di capire le ragioni di questo rifiuto che, sono sincero, mi ha rattristato non poco.

Mi è stato fatto notare, da un mio collega dell'Università di Bologna molto attento ai dettagli, che non avrei avuto alcuna spiegazione perché la scelta era stata fatta dal CDA "a proprio insindacabile giudizio". Effettivamente non mi ero accorto che nell'ultimo periodo del testo del Bando appare la locuzione dell'insindacabile giudizio.

A conferma, poi, di tale “insindacabilità”, nel verbale del CDA c'è scritto soltanto:

"Il Direttore Generale comunica che hanno presentato la propria candidatura a far parte del Consiglio Scientifico dell’Ente n. 8 candidati. Il Consiglio procede all'esame di tutte le candidature.
Al termine dell'esame si apre un’ampia discussione, al termine della quale, sintetizzando le opinioni espresse, il Presidente propone le seguenti nomine:
 
- il Prof. Francesco MULARGIA dell’Università di Bologna;

- la Dott.ssa Eleonora RIVALTA della GFZ di Potsdam (Germania):

- il Prof. Mauro ROSI dell’Università di Pisa";

che vengono approvate con il voto contrario del Consigliere Giulio Selvaggi”.
 
Per quel che ne so, un giudizio non può essere mai “insindacabile”, in caso contrario ogni amministratore della cosa pubblica, quale è anche l’INGV, sarebbe autorizzato ad operare in violazione delle leggi vigenti.

Rattristato, ma non domo e desideroso di saperne di più sull'argomento, mi sono rivolto ad un esperto di alto valore che mi ha fatto avere le seguenti semplici considerazioni: “La clausola ‘a proprio insindacabile giudizio’ è da ritenere illegittima, occorrendo, per costante e pacifica giurisprudenza, il rispetto da parte della Pubblica Amministrazione dei principi di correttezza e buona fede, nonché l’obbligo di motivare le scelte operate”.

Esiste un'ampia letteratura giuridica che sostiene tale affermazione.

Insomma nessuno, proprio nessuno, nella Pubblica Amministrazione può concedersi un potere discrezionale assoluto.

Ho provveduto ad attivare l’accesso agli atti per leggere giudizi, valutazioni ed opinioni espresse dai componenti del CDA durante “l’ampia discussione” cui si fa cenno nella sintesi del verbale pubblicato dall’ente.

Mi è stato notificato ufficialmente che gli atti consistono soltanto nel brano del verbale sopra riportato. Quindi nulla è dato sapere se non che questi signori trattano la cosa pubblica con ignoranza e totale disprezzo delle norme vigenti. 

Infine, non escludo azioni legali nei confronti di tutti i membri del CDA presenti alla riunione, con l'esclusione di Giulio Selvaggi, per gravi danni morali e di immagine.

Grazie per la comprensione e l'attenzione.

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