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Lunedì, 26 Ott 2026

L’appuntamento per chiudere la questione con i sindacati è per oggi. Ma il presidente della Stazione Zoologica ha già trasmesso alle organizzazioni sindacali quello che sarà, parola più parola meno, il nuovo regolamento del personale, frutto di un lungo percorso di revisione, assunto come priorità da Roberto Danovaro, al vertice dell’ente di ricerca partenopeo da dicembre dell’anno scorso.

Da una prima sommaria delibazione dell’articolato, il documento si è rivelato tutt’altro che rivoluzionario, da un lato riproponendo sic et simpliciter norme regolamentari già vigenti, dall’altro riesumando istituti non più in vigore, come la Commissione disciplinare, un arnese del passato, morto e sepolto da tempo, ancorché proprio Il Foglietto avesse richiamato sul punto la necessità di evitarne qualunque resurrezione. Ma non c’è stato niente da fare.

Ciò che impressiona maggiormente, tuttavia, è la singolare ampiezza raggiunta dal documento messo a punto dal nuovo presidente, stante che esso conta ben 54 articoli. Una enormità, se si tiene conto che il Cnr, che conta circa 10 mila dipendenti, è dotato di un essenziale regolamento del personale di soli 31 articoli.

In tempi in cui si fa un gran parlare di semplificazione, la Stazione Zoologica, che ha alle proprie dipendenze un centinaio di unità di personale, appare dunque in controtendenza. Insomma, una voce fuori dal coro.

Nel regolamento riformato, non mancano diversi anglicismi, in particolare allorché affronta la questione dell’associatura, prevedendo tre livelli di adesione: Young fellow of the SZN, Research Fellow of the SZN e Chair at the SZN.

La norma, da un lato rinvia al cda la fissazione dei criteri di carattere generale e la emanazione di un ulteriore regolamento, relativo alle attività e condizioni di lavoro del personale associato, dall’altro ne anticipa in gran parte il contenuto, come ad esempio la gratuità dell’attività conseguente all’associatura stessa (fatto salvo il rimborso di eventuali missioni), omettendo, però, di chiarire se l'attività svolta dallo stesso associato, che contribuisca all'acquisizione di un progetto di entità finanziaria significativa e di alto valore scientifico, assumendone la responsabilità, debba essere - come è logico che sia - anch'essa senza alcun compenso.

Una precisazione doverosa e necessaria, che la presidenza dell’ente avrebbe dovuto fare, al fine di sgombrare il campo da ogni equivoco.

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