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Redazione
Da questa settimana su www.usiricerca.info una nuova rubrica. Si chiama “Scrivi al Foglietto”, collocata in alto a destra del sito.
di Antonio Del Gatto
Svolta epocale della giurisprudenza in materia di videosorveglianza dei dipendenti. Non commette ora reato l'imprenditore che videosorveglia i dipendenti, dopo avergli fatto firmare un foglio di autorizzazione. Ciò anche in assenza di un accordo con le rappresentanze sindacali.
di Biancamaria Gentili
Con ordinanza del 21 dicembre 2010, il Tribunale ordinario di Ancona ha sollevato, in riferimento agli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'articolo 1, comma 1, della legge 25 febbraio 1992, n. 210 (Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati), "nella parte in cui non prevede che il diritto all'indennizzo, istituito e regolato dalla stessa legge ed alle condizioni ivi previste, spetti anche ai soggetti che abbiano subìto lesioni e/o infermità, da cui siano derivati danni irreversibili all'integrità psico-fisica, per essersi sottoposti a vaccinazione, non obbligatoria ma raccomandata, contro il morbillo, la rosolia e la parotite".
Caro Direttore,
come, purtroppo, è ben noto il nostro Paese (e non solo il nostro) sta attraversando un periodo finanziario davvero difficile. L’economia vede un momento di gravissima contrazione che si riflette negativamente su tutti gli strati sociali costringendoci a sacrifici che impongono vere e proprie revisioni degli stili di vita personali.
Dall’altra parte il Governo, per fronteggiare la crisi, continua a imporre drastici tagli alla spesa pubblica e nuovi balzelli per noi italiani mentre il Parlamento proprio non ne vuole sapere di abolire il Rimborso pubblico ai partiti.
Fortunatamente in tutto questo doloroso caos finanziario leggo con piacere sul Il Foglietto del 22.5.2012 un lodevole “comportamento” che potrebbe fungere da buon esempio per altri casi futuri: la rinuncia ufficiale, da parte del Presidente del Cnr, di un consulente da 90.000 euro annui.
C’è una cosa, però, che in questo momento di ristrettezza economica stride e mi sorprende da parte del più grande Ente di Ricerca: l’erogazione di fondi (per centinaia di migliaia di euro all’anno) a favore delle cosiddette Attività Ricreative e Culturali per i dipendenti.
Come mai la Dirigenza del Cnr. non ha ancora deciso di sospendere, almeno fino a quando la crisi non rientra, tali erogazioni viste anche le difficoltà economiche in cui si battono quotidianamente molti Istituti? Penso che le settimane bianche ed i teatri possano aspettare tempi migliori. Lei cosa ne pensa?
Salvatore Patrizio - Cnr Napoli
di Flavia Scotti
Solenne bocciatura degli enti di ricerca da parte del governo. Nessuno dei diciotto enti presi in esame fornisce ai cittadini informazioni via web tali da potersi considerare sufficienti.
E’ questo l’impietoso verdetto che si è abbattuto sul gotha della ricerca italiana. Rispetto ai 42 indicatori prefissati dal Dipartimento della Funzione Pubblica, solo il Cnr e l’Enea riescono a soddisfarne 12. Tutti gli altri vanno peggio.
A 10 si fermano l’Agenzia spaziale italiana (Asi), l’Istituto per la nutrizione (Inran) e quello per la Metrologia (Inrim). Staccato di quattro lunghezze, con soli 6 indicatori positivi, troviamo l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). A 5 si piazza l’Isfol.
L’Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione), chiamato solitamente a valutare gli altri, questa volta deve incassare un vergognoso punteggio di 3 su 42, così fornendo una informazione telematica che probabilmente nessuna delle scuole italiane valutate dallo stesso Invalsi avrà ottenuto.
Stesso risultato per l'Inaf. Due big dell’informazione, l’Istat e l’Istituto superiore di sanità, si fermano, invece, miseramente a 2. Peggio di loro, si fa per dire, fanno soltanto l’Istituto nazionale di economia agraria (Inea), il Centro Fermi, l’Istituto italiano di studi germanici e la Stazione Zoologica “Anton Dhorn” di Napoli, con un solo disco verde e 41 rossi.
Dulcis in fundo, con tanto di maglia nera, appaiati a 0 (dicasi:zero), il Cra (Consiglio nazionale per la sperimentazione in agricoltura), l’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) e l’Ogs di Trieste. In pratica, i loro siti internet - secondo il governo - mancano di tutto, anche delle notizie più elementari: dalle retribuzioni ai curriculum degli amministratori; dai tassi di presenza del personale agli incarichi e alle consulenze. Quantomeno, si tratta di una mancanza di rispetto nei confronti dei contribuenti.
Eppure, per l’allestimento e per l’aggiornamento dei siti web di soldi pubblici se ne spendono parecchi. Addirittura non presente la valutazione del sito dell’Ispra.
Il Foglietto già lo sapeva che per acquisire informazioni dagli enti di ricerca occorrevano dure battaglie.
Oggi se ne è accorto anche il governo. Ora che siamo in buona compagnia, è auspicabile che si realizzi finalmente quella trasparenza grazie alla quale il cittadino potrà controllare il reale impiego delle risorse pubbliche.
Redazione
Il ministero della Funzione Pubblica ha emanato la circolare n. 5 del 23 maggio 2012, con la quale fornisce alcuni chiarimenti sull'ambito di applicazione dell'articolo 40, comma 2, d.P.R. n. 445 del 2000 (Disposizioni legislative in materia di documentazione amministrativa).
di Antonio Del Gatto
Dopo le circolari della Funzione Pubblica e dell’Inps dell’8 e del 14 marzo scorso, è ora la volta dell’ex Inpdap, col messaggio n. 8381 del 15 maggio, a dire la sua in materia di collocamento in quiescenza dei dipendenti pubblici.
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