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Mercoledì, 27 Mag 2026

Dopo essere rimasta top secret per quasi tre mesi, ha fatto la sua apparizione la delibera n. 136, approvata dal cda del Cnr lo scorso 10 luglio, senza destare alcun particolare interesse, neppure alle potenti organizzazioni sindacali in servizio permanente effettivo ai piani alti di piazzale Aldo Moro.

Eppure il provvedimento appare allarmante. E non poco.

Si tratta, udite udite, di un atto di aggiornamento, fattispecie giuridica del tutto sconosciuta ai più, alla convenzione tra Consiglio nazionale delle ricerche e Fondazione Toscana “Gabriele Monasterio” (Ftgm), con sede a Pisa, all’interno dei locali che un tempo ospitavano quello che da tutti era considerato uno dei centri di eccellenza della ricerca medica italiana, e non solo: l’Istituto di fisiologia clinica (Ifc) del Cnr che, dalla fine del 2007, sembra essere diventato una propaggine della Ftgm, nata, per voluntas della Regione Toscana (L.R. n. 25/2006), dapprima come struttura privata e, con L.R. n. 85 del 29 dicembre 2009, elevata a ente pubblico del Servizio sanitario regionale.

A questa incredibile vicenda, che ha segnato il progressivo declino dell‘Ifc, Il Foglietto ha dedicato un numero quasi indeterminabile di articoli.

Ma l’ultimo evento targato Cnr-Ftgm, recante come già detto la data del 10 luglio 2014, appare meritevole di un nuovo intervento, questo sì che possiamo definire di aggiornamento, da parte del nostro settimanale, dal momento che comporterà la formale assegnazione, per la durata di tre anni, di 20 unità di personale di ricerca, altamente specializzate, dal Cnr alla Ftgm, con oneri a carico dell’ente presieduto da Luigi Nicolais, oneri che, con il beneficio inventario, ammonteranno al lordo a più di un milione di euro l’anno.

Eppure, se si esamina il provvedimento (meglio, l’atto di aggiornamento allegato alla delibera del cda del Cnr n. 136/2014), sembra che sia tutto regolare, che tutte le leggi e i regolamenti siano stati rigorosamente rispettati.

Sembra, però.

Infatti, se ci si prende la briga di andare a leggere con la necessaria attenzione le disposizioni normative in base alle quali è stato effettuato il predetto “aggiornamento” della convenzione, ci si accorge che qualcosa non quadra o, meglio, che il contenuto di qualche disposizione normativa sia stato letteralmente stravolto.

L’assegnazione di personale da parte di un ente pubblico a un’altra amministrazione pubblica o privata è prevista sia dal regolamento del Cnr che dall’art. 23-bis, comma 7, del decreto legislativo n. 65 del 2001, ma tale ultima disposizione testualmente recita: “Sulla base di appositi protocolli di intesa tra le parti, le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, possono disporre, per singoli progetti di interesse specifico dell'amministrazione e con il consenso dell'interessato, l'assegnazione temporanea di personale presso altre pubbliche amministrazioni o imprese private. I protocolli disciplinano le funzioni, le modalità di inserimento, l'onere per la corresponsione del trattamento economico da porre a carico delle imprese destinatarie. Nel caso di assegnazione temporanea presso imprese private i predetti protocolli possono prevedere l'eventuale attribuzione di un compenso aggiuntivo, con oneri a carico delle imprese medesime”.

Dal testo dell’atto di aggiornamento in questione, però, non è dato appurare - salvo prova contraria - in quali progetti di ricerca, di interesse specifico per il Cnr (e non della Ftgm) i 20 ricercatori saranno impegnati per i prossimi tre anni.

All’art.3 dell’atto di aggiornamento, Cnr e Ftgm si impegnano genericamente “a favorire la massima collaborazione tra il personale, volta alla realizzazione di sinergie ed all’accrescimento complessivo della massa critica di ricerca, secondo un Programma che verrà concordemente predisposto entro sei mesi …”.

Si apprende, invece, in maniera molto chiara, che i 20 ricercatori Cnr svolgeranno, da subito, attività assistenziale per conto della Ftgm e potranno assumere incarichi di direzione di Dipartimento o di Unità operative della stessa Ftgm, e che, in aggiunta allo stipendio che – come già detto – resta a carico dello stesso Cnr, riceveranno dalla Fondazione, con la quale stipuleranno un contratto individuale di durata non superiore a 36 mesi, un trattamento economico aggiuntivo.

Appare, dunque, evidente lo stravolgimento di una norma cogente da parte del Cnr che, prima di deliberare l’assegnazione di personale ad un altro ente, non ha né individuato né formalizzato alcuno specifico progetto di ricerca da realizzare con altro personale della Ftgm, progetto che avrebbe dovuto contenere una dettagliata relazione da parte dell'ente proponente, con l'indicazione non solo dell’oggetto, ma anche della durata e del numero delle risorse umane interessate.

Come il cda di piazzale Aldo Moro abbia potuto dare disco verde ad un provvedimento a dir poco generico appare davvero un mistero.

E' chiaro a tutti, invece, che l’operazione va ad “impoverire” ulteriormente quel (poco) che resta dell’Istituto di fisiologia clinica.

Ma è forse proprio questa la vera finalità del misterioso progetto di interesse specifico del Cnr.

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