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- di Alex Moritz
Capitolo terzo della vicenda ITAtech, il secondo lo abbiamo pubblicato la settimana scorsa.
Capitolo terzo della vicenda ITAtech, il secondo lo abbiamo pubblicato la settimana scorsa.
Con un emendamento presentato in Commissione al disegno di legge di bilancio, primo firmatario il senatore Francesco Verducci, responsabile Università e Ricerca dell'Esecutivo nazionale del Partito democratico, si vorrebbe scrivere la parola fine alla protesta che da mesi la gran parte dei docenti e dei ricercatori universitari sta legittimamente portando avanti.
La circolare Inps n. 169 del 15 novembre prova a tamponare il caos che si è venuto a creare tra i dipendenti pubblici, annullando la circolare n. 94 del 31 maggio scorso sulla prescrizione dei contributi pensionistici dovuti alle Gestioni pubbliche e finora non versati dagli Enti.
ITAtech, capitolo secondo. Il primo lo abbiamo pubblicato la scorsa settimana con il titolo ITAtech. Il Trasferimento Tecnologico della ricerca scientifica appaltato ai francesi?
C’erano una volta, ma ci sono ancora sebbene quiescenti, le “cattedre Natta”, quelle escogitate per rilanciare la ricerca ma di fatto diventate il fomite di tante critiche e altrettanto scontento tra i docenti, che, già insoddisfatti per il mancato riconoscimento degli scatti stipendiali, proprio non credevano di meritare ulteriori disparità di trattamento, come quelle che “le Natta” avrebbero appunto finito per realizzare. Ebbene, cadute nel dimenticatoio, esse sono tornate ora alla ribalta.
Urrà! Ci sono 200 milioni di euro per investire in spin-out e brevetti. Ma, andiamo con ordine. A dicembre 2016, la nostra Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e il Fondo Europeo degli Investimenti (FEI) hanno annunciato il lancio della piattaforma ITAtech, ovvero un fondo di fondi, quindi un fondo di investimento che investe in altri fondi di venture capital (VC) destinati, poi, ad investire in start-up di università, IRCCS e centri di ricerca.
Quanti si aspettavano dal Governo un Disegno di Legge di bilancio 2018 che prevedesse, finalmente, interventi adeguati per eliminare la grave piaga del precariato, che da troppo tempo affligge università ed enti di ricerca, è rimasto profondamente deluso.
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