07. 05. 2021 Ultimo Aggiornamento 04. 05. 2021

Cnr/2. Crollo produzione scientifica e regolamenti nel mirino di dodici senatori, che chiedono il commissariamento dell’ente

Categoria: Cnr

Dopo quello del 12 febbraio, un nuovo atto ispettivo è stato depositato nei giorni scorsi in Senato da un gruppo di senatori del Movimento 5 Stelle (primo firmatario, Nicola Morra).

L’interrogazione, con richiesta di risposta scritta, rivolta  al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, riguarda sia la mancata approvazione di un nuovo regolamento di organizzazione e funzionamento sia il crollo della produzione scientifica, argomenti di cui si era occupato Il Foglietto con due articoli, il primo del 16 settembre 2014 e il secondo del 30 settembre.

Di seguito, il testo integrale dell’atto ispettivo n. 4-03453, del 17 febbraio 2015.

MORRA, BERTOROTTA, MANGILI, SANTANGELO, LEZZI, PAGLINI, MORONESE, PUGLIA, BUCCARELLA, ENDRIZZI, MONTEVECCHI, FUCKSIA - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

il Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) è ente pubblico nazionale di ricerca con competenza scientifica generale, vigilato dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. È dotato di personalità giuridica di diritto pubblico e di autonomia scientifica, finanziaria, organizzativa, patrimoniale e contabile;

il CNR, in un quadro di cooperazione e integrazione europea, ha il compito di svolgere, promuovere, trasferire, valutare e valorizzare ricerche nei principali settori della conoscenza. E di applicarne i risultati per lo sviluppo scientifico, culturale, tecnologico, economico e sociale del Paese;

la sua rete scientifica è composta da 105 istituti, articolati in 7 dipartimenti, con circa 8.000 dipendenti. Le dimensioni, l'articolazione e la diffusione su tutto il territorio nazionale fanno del CNR il più grande ente di ricerca italiano, caratterizzato da un elevato grado di multidisciplinarietà che lo distingue da tutti gli altri enti, e uno dei maggiori a livello internazionale;

il CNR è attualmente presieduto, sin dal 20 febbraio 2012, da Luigi Nicolais, mentre la direzione generale dell'ente è affidata a Paolo Annunziato dal 2 luglio 2012. Nel consiglio di amministrazione dell'ente, insieme al presidente, siedono Gennaro Ferrara, Maria Cristina Messa, Gloria Saccani Jotti e Vico Valassi. Oltre agli organi di vertice, la rete scientifica è retta da numerosi direttori di dipartimento e direttori di istituto che incidono sul bilancio del CNR per circa 15 milioni di euro gravanti sul finanziamento ordinario trasferito dallo Stato;

da notizie apparse sulla stampa, ad esempio un articolo de "Il Foglietto della ricerca" del 30 settembre 2014, sembrerebbe che i dati relativi ai risultati scientifici, per il triennio 2011-2013, "declinati secondo le nuove macroaree dipartimentali, per le principali tipologie di prodotto della ricerca", così come contenuti nel consuntivo 2013 del CNR, evidenzierebbero un vero e proprio crollo della produzione scientifica rispetto alle 2 annualità precedenti. La produzione scientifica esaminata consisterebbe nella somma dei "contributi in rivista", "contributi in volume", "contributi in atti di convegno", "libri", "curatele", "brevetti" e di "altra tipologia", ascrivibili all'attività svolta presso ciascuno dei 7 dipartimenti in cui si articola l'ente di ricerca;

in particolare dalla medesima fonte si apprende che il dipartimento scienze del sistema terra e tecnologie per l'ambiente nel 2013 ha totalizzato 653 "contributi in rivista" (812 nel 2012 e 853 nel 2011); 70 "contributi in volume" (91 nel 2012 e 143 nel 2011); 356 "contributi in atti di convegno" (494 nel 2012 e 687 nel 2011); 4 "libri" (zero nel 2012 e 16 nel 2011); 6 "curatele" (13 nel 2012 e 26 nel 2011); zero "brevetti" (1 nel 2012 e 3 nel 2011); 66 lavori ascrivibili a "altra tipologia" (121 nel 2012 e 284 nel 2011). Per il dipartimento scienze bio-agroalimentari, i "contributi in rivista" sono stati 448 (531 nel 2012 e 583 nel 2011); 54 i "contributi in volume" (58 nel 2012 e 88 nel 2011); 370 i "contributi in atti di convegno" (450 nel 2012 e 555 nel 2011); 5 i "libri" (7 nel 2012 e 11 nel 2011); 5 le "curatele" (6 nel 2012 e 22 nel 2011); 6 i "brevetti" (3 nel 2013 e 3 nel 2011); 69 i lavori ascrivibili a "altra tipologia" (96 nel 2012 e 113 nel 2011). Il dipartimento scienze biomediche nel 2013 ha fatto registrare 720 "contributi in rivista" (1009 nel 2012 e 797 nel 2011); 17 "contributi in volume" (21 nel 2012 e 30 nel 2011); 84 "contributi in atti di convegno" (181 nel 2012 e 181 nel 2011); zero "libri" (7 nel 2012 e 2 nel 2011); zero "curatele" (2 nel 2012 e 1 nel 2011); 1 "brevetto" (7 nel 2012 e 4 nel 2011); 2 lavori ascrivibili a "altra tipologia" (11 nel 2012 e 9 nel 2011). Per il dipartimento scienze chimiche e tecnologie dei materiali, i "contributi in rivista" sono stati 616 (781 nel 2012 e 976 nel 2011); 28 i "contributi in volume" (42 nel 2012 e 81 nel 2011); 142 i "contributi in atti di convegno" (305 nel 2012 e 423 nel 2011); 4 i "libri" (3 nel 2012 e 11 nel 2011); una sola "curatela" (9 nel 2012 e 9 nel 2011); 9 i "brevetti" (17 nel 2013 e 27 nel 2011); 28 i lavori ascrivibili a "altra tipologia" (46 nel 2012 e 75 nel 2011). Per il dipartimento scienze fisiche e tecnologie della materia, 1090 "contributi in rivista" (1539 nel 2012 e 1549 nel 2011); 23 "contributi in volume" (54 nel 2012 e 41 nel 2011); 169 "contributi in atti di convegno" (372 nel 2012 e 620 nel 2011); 3 "libri" (1 nel 2012 e 2 nel 2011); 14 "curatele" (13 nel 2012 e 14 nel 2011); 1 "brevetto" (7 nel 2012 e 6 nel 2011); 15 lavori ascrivibili a "altra tipologia" (65 nel 2012 e 160 nel 2011). Per il dipartimento ingegneria, ICT (Tecnologie dell'Informazione e delle Comunicazioni) e tecnologie per l'energia e i trasporti, 598 "contributi in rivista" (668 nel 2012 e 914 nel 2011); 107 "contributi in volume" (73 nel 2012 e 109 nel 2011); 567 "contributi in atti di convegno" (778 nel 2012 e 1032 nel 2011); 13 "libri" (11 nel 2012 e 14 nel 2011); 25 "curatele" (27 nel 2012 e 21 nel 2011); 3 "brevetto" (10 nel 2012 e 3 nel 2011); 391 lavori ascrivibili a "altra tipologia" (547 nel 2012 e 824 nel 2011). Per il dipartimento scienze umane e sociali, patrimonio culturale, infine, i "contributi in rivista" sono stati 156 (668 nel 2012 e 914 nel 2011); 177 i "contributi in volume" (73 nel 2012 e 109 nel 2011); 157 i "contributi in atti di convegno" (778 nel 2012 e 1032 nel 2011); 11 i "libri" (11 nel 2012 e 14 nel 2011); 19 le "curatele" (27 nel 2012 e 21 nel 2011); un solo "brevetto" (10 nel 2013 e 3 nel 2011); 38 i lavori ascrivibili a "altra tipologia" (547 nel 2012 e 824 nel 2011)";

da un articolo de "Il Foglietto della Ricerca" del 16 settembre 2014 sembrerebbe inoltre che, ad oltre 2 anni dal suo insediamento, la direzione generale del CNR non abbia ancora portato a termine il suo compito di dotare l'ente di un nuovo regolamento di organizzazione e funzionamento, la cui adozione è imposta dal nuovo statuto del CNR adottato nell'anno 2011;

considerato che, a parere degli interroganti:

l'apparato burocratico delle pubbliche amministrazioni, oltre a garantire il rispetto delle norme di funzionamento e contabilità, dovrebbe costituire una risorsa per gli enti pubblici e determinare un miglioramento in termini di efficienza e produttività. Ciò ancora di più in relazione al conferimento di incarichi di alta qualificazione che presuppongono elevate qualità manageriali e prevedono retribuzioni di particolare rilievo;

le suddette considerazioni devono applicarsi con maggior rigore in settori quali la ricerca pubblica, cui lo Stato affida l'avanzamento scientifico e tecnologico della nazione, ed in particolare per il più grande ente pubblico di ricerca del Paese, il cui finanziamento assorbe notevoli risorse finanziarie della collettività,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto;

se ritenga proficuamente adempiuti gli incarichi di indirizzo, programmazione e gestione manageriale attualmente in svolgimento presso il CNR e se, in caso negativo, intenda valutare l'ipotesi di commissariare il CNR, al fine di approntare idonee modifiche statutarie e regolamentari che ridefiniscano anche il numero, il ruolo ed il compenso dei direttori di istituto e di dipartimento dell'ente di ricerca, che evidentemente non hanno prodotto i risultati gestionali e scientifici attesi;

quali iniziative, nell'ambito delle proprie attribuzioni, intenda adottare, effettuati i doverosi riscontri in merito, per consentire una crescita della produzione scientifica del CNR e per evitare lo sperpero delle già limitate risorse a disposizione per il funzionamento dello stesso.


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