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- di Flavia Scotti
La Corte Costituzionale, con sentenza 30 aprile 2015 n. 70 (Pres. Criscuolo, Red. Sciarra), a seguito di separati giudizi promossi dal Tribunale ordinario di Palermo, sezione lavoro, con ordinanza del 6 novembre 2013, dalla Corte dei conti, sezione giurisdizionale per la Regione Emilia-Romagna, con due ordinanze del 13 maggio 2014, e dalla Corte dei conti, sezione giurisdizionale per la Regione Liguria, con ordinanza del 25 luglio 2014, ha statuito che va dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 24, comma 25, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 22 dicembre 2011, n. 214, nella parte in cui prevede che «In considerazione della contingente situazione finanziaria, la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo stabilito dall’art. 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, è riconosciuta, per gli anni 2012 e 2013, esclusivamente ai trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo Inps, nella misura del 100 per cento».

La Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, con sentenza 14 aprile 2015 n. 7495, ha fornito importanti chiarimenti in ordine al conferimento di incarichi dirigenziali da parte della Pubblica Amministrazione che - occorre rammentare - qualora avvenga senza una preventiva valutazione degli aspiranti e senza un avviso pubblico, può comportare un intervento del giudice penale.
L'anno della Luce non può fare a meno di essere celebrato anche in chiave astronomica poiché la luce è l'elemento fondamentale dei messaggi dell'Universo, e non solo in termini di radiazione visibile, ma anche di emissioni invisibili.
La settimana scorsa ha suscitato grande clamore la notizia della condanna da parte della Corte europea dei diritti umani (Cedu) nei confronti dell'Italia per quanto accaduto alla scuola Diaz di Genova nei giorni del G8 del 2001 e per non aver mai provveduto ad istituire nel proprio ordinamento il reato di tortura. E non è che la prima condanna, molte altre ne verranno per la Diaz e per Bolzaneto.
“L’informazione è materia delicata. Basta con l’occhio umido e la recitata partecipazione alle tragedie. Basta con il dolore come ingrediente dello spettacolo per fare audience. Basta con le banalità/bestialità dispensate a piene mani, soprattutto nelle tv, da chi si preoccupa solo di come aumentare il personale compenso, passando sopra a diritti e sentimenti (Sarah Scazzi, Yara Gambirasio, Melania Rea, Melissa Bassi, Elena Ceste: tanto per citare alcuni casi e tutti coloro i quali a queste vicende sono collegati), anche di persone estranee alle vicende che possono avere un interesse pubblico”.
