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- di Redazione
Il 28 gennaio scorso, si sono riuniti a Roma i partecipanti al progetto “Rubicon”, finanziato dall’Ue, nell’ambito del programma “Horizon 2020”.
Nulla sarà più come prima, dicono in molti. Il 2008 ha segnato una cesura netta nelle nostre pratiche economiche e ci vorrà del tempo prima che la nuova normalità – il new normal, come viene chiamato – venga digerito dall’apparato teorico che sosteneva la vecchia normalità. Tutti i modelli che gli osservatori usano per descrivere la realtà dovranno essere sostanzialmente riscritti, tenendo conto di come la nostra società sia cambiata in questi anni tormentati, anche e soprattutto in conseguenza della crisi.
Chiara Dall’Asta, docente di Chimica degli alimenti all’Università di Parma (Dipartimento di Scienze degli Alimenti), è editor, assieme a Franz Berthiller della University Natural Resources and Life Sciences – BoKu di Vienna, del libro Masked Mycotoxins in Food: formation, occurrence and toxicological relevance, fresco di stampa, a cura della Royal Society of Chemistry.
Il 28 gennaio scorso, in un nostro articolo avevamo scritto, in merito alla nuova tornata di abilitazioni scientifiche nazionali, che recenti pronunce giurisdizionali in merito alla maggioranza richiesta alle commissioni per abilitare i candidati - quattro quinti, secondo il Dpr 122/2011, mentre la legge n. 240/2010 non prevede alcuna maggioranza qualificata, per cui dovrebbe ritenersi sufficiente quella semplice dei componenti – rischiavano concretamente di far slittare di mesi tutta la procedura.
Molto più dei 119 miliardi di prestiti che la Cina ha visto evaporare fra il luglio e il settembre scorsi, a tenere il resto del mondo con il fiato sospeso sono gli 877 miliardi che alla fine del terzo trimestre, sempre il resto del mondo, le aveva prestato e che chissà cosa ne stia stato in queste ore tormentate. La Bis, che ha rilasciato di recente le statistiche sul terzo trimestre 2015, non ce lo dice. Dovremo aspettare la primavera per saperlo.
Nonostante le buone (e reiterate) intenzioni di voler premiare il merito, l’università italiana, in preda a una sorta di supplizio di Tantalo, sembra quasi condannata a mancare sempre questo obiettivo, che da qualche tempo a questa parte si sta cercando di cogliere attraverso l’impiego della VQR, l’ultimo ritrovato in tema di valutazione della qualità della ricerca, ormai alla sua seconda edizione.
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