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- di Roberto Tomei
In un articolo della scorsa settimana apparso su un grande giornale nazionale, ci si meraviglia dell’esistenza di concorsi universitari ai quali si presenta un solo candidato.
Brutte notizie per chi si appresta a lasciare il lavoro per la meritata quiescenza. Dal 2016, infatti, prima di approdare al traguardo pensionistico, serviranno quattro mesi in più di permanenza in servizio: per gli uomini, le pensioni di vecchiaia saranno corrisposte a 66 anni e 7 mesi (oggi il limite è a 66 anni e 3 mesi), così come anche per le donne che lavorano nell'amministrazione pubblica. Per le donne impiegate nel settore privato, l'età per la pensione si alzerà a 65 anni e 7 mesi (oggi sono 65 anni e tre mesi), mentre per le donne che lavorano autonomamente, il nuovo limite da gennaio 2016 sarà di 66 anni ed un mese (oggi sono 65 anni e nove mesi).
Gli iscritti al sindacato Usi-Ricerca, a grandissima maggioranza, si sono espressi a favore alle due proposte avanzate dalla segreteria nazionale per protestare civilmente contro le politiche dei governi Berlusconi, Monti, Letta e Renzi, che hanno deciso di smantellare la pubblica amministrazione e di umiliare i lavoratori i quali, a seguito dei prolungati blocchi contrattuali, stanno sopportando più di tutti i costi di una crisi che la classe politica non solo si è dimostrata incapace di contrastare ma che ha addirittura aggravato con provvedimenti rivelatisi controproducenti alla prova dei fatti.
La cronaca di qualche settimana fa ha acceso un faro sulla gestione della cosa pubblica al comune di Roma. Da quanto è finora emerso, sembra che, per anni, ci sia stato un connubio poco edificante tra alcuni loschi personaggi che avevano la responsabilità, e l’onore, di ricoprire incarichi pubblici ed un gruppo di affaristi, imprenditori e pregiudicati. Il sistema era semplice e ben collaudato. Esisteva anche una parola magica: emergenza.
Con il blocco dei contratti nazionali iniziato nel 2010 e prorogato, per ora, fino al 2015, con una busta paga ferma al 2009, nella quale mancano in media circa 600 euro, Usi-Ricerca ritiene utile, di fronte alla totale impotenza delle grosse confederazioni sindacali, proporre, a tutti gli iscritti allo stesso sindacato, l’approvazione di due proposte che, forse, non hanno precedenti nella variegata galassia sindacale.
Che ormai da più di un lustro l’Italia sia precipitata in una profonda crisi economica è a tutti noto e da quasi tutti percepito sulla propria pelle. Parimenti nota, e inequivocabilmente confermata dai dati sulla corruzione, è anche la crisi morale e civile che da troppo tempo attanaglia il paese e sembra inarrestabile.
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