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- di Biancamaria Gentili
Quella che la settimana scorsa era stata un nostra indiscrezione, ora è ufficiale.
Quella che la settimana scorsa era stata un nostra indiscrezione, ora è ufficiale.
L’attesa pronuncia da parte della Corte di giustizia europea, riguardante il personale supplente, sia docente che tecnico/amministrativo, della scuola italiana, è arrivata questa mattina ed ha confermato le previsioni, in quanto il contenuto appare senza dubbio favorevole ai ricorrenti, anche se con comporta (né avrebbe potuto) l’automatica trasformazione dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato.
Doveva essere una rivoluzione, ma ora dovrà attendere. Ci riferiamo al decreto di ripartizione del Fondo per il Finanziamento Ordinario (FFO), che Stefania Giannini aveva firmato qualche settimana e di cui Il Foglietto si era occupato con un articolo del 11 novembre scorso.
Poiché gli spagnoli ci somigliano, almeno secondo la logica degli spread, che infatti viaggiano vicini, è profondamente istruttivo dedicare un po’ di tempo alla lettura di un breve studio che la Commissione europea ha dedicato al loro mercato del lavoro, la cui evoluzione nel tremendo primo decennio del XXI secolo è stata quantomeno esemplare.
Il Consiglio di Stato, con sentenza 29 ottobre 2014 n. 5341 (Pres. Maruotti, Est. Franconiero), è intervenuto nella materia degli esperti presenti nelle commissioni di concorso: un argomento che spesso scatena polemiche e ricorsi.
Marianna Madia, ministro della Funzione Pubblica, nella tarda serata di ieri, 17 novembre, ha raggelato i sindacati confederali che, dopo la convocazione a Palazzo Vidoni, si erano illusi di una possibile riapertura del tavolo per il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici, bloccato ormai da sei anni.
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