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- di Maurizio Sgroi
S’inizia così, sotto auspici foschi, l’autunno del 2014 che prelude a un inverno in cui il nostro scontento minaccia di trasformarsi in pura infelicità.
Il Consorzio universitario Almalaurea, che si occupa della ricerca dati dell’istruzione italiana, ha stilato di recente la classifica dei corsi universitari “inutili”, intendendo con questa spietata denominazione quelli che a un anno dalla laurea annoverano la più alta percentuale di disoccupati.
In questo periodo di "riforme" a fronte di una grande difficoltà economica, si segnala una recente pubblicazione dell’Isfol dal titolo “Mercato del Lavoro, capitale umano ed imprese: una prospettiva di politica del lavoro”*, che restituisce elementi importanti relativi all’andamento del mercato del lavoro rispetto alle riforme, alle competenze nelle professioni, ai contratti ed allo sviluppo delle imprese.
Con l’art. 11, comma 2, del decreto legge n. 90 del 24 giugno 2014, convertito in legge n. 114 del 11 agosto 2014 (in G.U. n. 190 del 18 agosto 2014 - Suppl. Ord. n. 70), sono state apportate modifiche al comma 6-quater dell'art. 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
Alla mezzanotte del 23 maggio 2014 è terminata la possibilità per le pubbliche amministrazioni di inserire i dati necessari per il monitoraggio nazionale del numero dei vincitori ed idonei collocati in graduatorie concorsuali vigenti per le assunzioni a tempo indeterminato e dei profili professionali di riferimento, ai sensi dell’art. 4, comma 5, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito con modificazioni dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125.
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