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- di Flavia Scotti
Per chi, come noi del Foglietto, da mesi segue da vicino l’evolversi del tanto decantato provvedimento governativo, battezzato Ape - che, a carissimo prezzo, dovrebbe consentire l’uscita anticipata dal lavoro (sia pubblico che privato) a chi ha raggiunto almeno 63 anni di età anagrafica e si trova a non più di 3 anni e 7 mesi dal pensionamento di vecchiaia - non è una novità che la data di partenza, che dal Palazzo hanno sempre confermato che sarebbe stata quella del prossimo 1° maggio, sia destinata a slittare.

